La storia dietro i luoghi scelti per Sapori al Borgo

Con l’edizione 2026, Sapori al Borgo apre un nuovo capitolo della sua storia.

Nelle edizioni precedenti la manifestazione si è sempre svolta a Terravecchia, il quartiere più antico di Frasso Telesino, il cui impianto urbano risale tra l’XI e il XII secolo. Un luogo simbolo del paese, che negli anni ha fatto da cornice a serate dedicate alla gastronomia, alla musica e alla valorizzazione del centro storico.

Quest’anno, però, la Pro Loco Frasso Telesino APS ha deciso di guardare oltre, trasformando Sapori al Borgo in una manifestazione itinerante.

Per la prima volta sono stati gli stessi soci della Pro Loco a proporre i quartieri candidati. Tra le proposte emerse figuravano Barungi, Piconi e il binomio formato da Via Bocca e Quartiere Russi.

Al termine della votazione, la scelta è ricaduta proprio su Via Bocca e Quartiere Russi, che dall’10 al 12 agosto ospiteranno la prima edizione itinerante della manifestazione.

Ma da dove nascono questi nomi?

Via Bocca: la porta verso la montagna

Per scoprirlo bisogna tornare indietro nel tempo.

Nel suo articolo I “casali” di Frasso, pubblicato nel luglio 1997 sulla rivista Moifà, Carmine Calandra racconta che Via Bocca era una delle strade più importanti del paese.

Era il percorso che conduceva verso la montagna. All’alba le donne la percorrevano per raggiungere i boschi e raccogliere la legna, tornando poi a casa con pesanti fascine sulle spalle. La stessa strada era attraversata dai mulattieri con gli animali carichi di carbone, dai pastori e dalle greggi dirette ai pascoli.

L’autore ricorda un’antica espressione dialettale:

“Via Bocca è vocca ‘e Prata”.

Il termine “bocca” indica proprio un’apertura, un accesso: la porta naturale verso la montagna e i suoi boschi.

Passeggiando oggi lungo Via Bocca si possono ancora riconoscere le tracce di quel passato. La sorgente di Santa Margherita, antichi cortili, edifici storici come l’ex Palazzo Brancone e i nomi delle famiglie che hanno abitato questi luoghi raccontano una storia che continua a vivere nelle pietre del borgo.

Perché si chiama Quartiere Russi?

Anche il nome Russi affonda le sue radici nella storia del paese.

Nel suo articolo, Carmine Calandra ricorda tra le antiche famiglie della zona proprio i Russi, insieme ai Barretta e ai Matera.

Nei piccoli borghi era frequente identificare una parte del paese con il cognome della famiglia che vi abitava da generazioni. È così che quel nome è rimasto nella memoria collettiva fino a diventare il modo con cui ancora oggi gli abitanti indicano questo quartiere.

Quando visiteremo Via Bocca e il Quartiere Russi durante Sapori al Borgo cammineremo lungo un percorso che per secoli ha visto passare contadini, pastori, donne dirette ai boschi, artigiani e famiglie che hanno costruito la storia di Frasso Telesino.

È questo il senso della nuova edizione itinerante: non spostare semplicemente una manifestazione da un luogo all’altro, ma riscoprire, anno dopo anno, i quartieri storici del paese, valorizzandone la memoria, le persone e le storie che ancora oggi li rendono unici.

Fonti

Le informazioni storiche riportate in questo articolo sono tratte da:

Carmine Calandra, I “casali” di Frasso, pubblicato sulla rivista Moifà – Foglio di collegamento tra i Frassesi, Anno III, n. 2, luglio 1997, pp. 3-4.

La Pro Loco Frasso Telesino APS ricorda con stima infinita e affetto Carmine Calandra per il prezioso lavoro di ricerca e divulgazione della storia locale che ha portato avanti per tutta la sua vita, e che oggi continua a rappresentare una fonte fondamentale per conoscere e valorizzare il patrimonio storico del nostro paese.